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h2o bar.it

Marianna Angius è una persona semplice e umile che a 19 anni è diventata mamma di due figli meravigliosi, e ha creduto anche nel sogno di manovrare uno shaker…una ragazza di provincia …sempre con il sorriso!

Un locale, in Sardegna, in cui poter trovare ogni tipo di proposta
Un locale, in Sardegna, in cui poter trovare ogni tipo di proposta

La passione per i cocktail è una folgorazione a 16 anni, al rientro da una scampagnata di Pasquetta. Marianna Angius, 46 anni, anima dell’H2O, lounge bar nel quartiere “siciliano” di San Benedetto a Cagliari, è una ragazzina in gita quando vede per la prima volta un barman, in giacca bianca, preparare un Alexander; decide che la sua professione sarà miscelare delicati drink dietro un bancone. Passano vent’anni, prima che la passione diventi un mestiere. Due decenni in un atelier a tagliare abiti su misura per le eleganti signore della borghesia cagliaritana. Degli anni in sartoria, Marianna si porterà dietro il gusto per i colori e per le “taglie” e l’idea che suoi cocktail debbano essere cuciti su misura per il cliente. “Il barman – dice sorridendo – non è un mestiere semplice. Ci vuole carattere, intuito psicologico, la capacità di accogliere. Sono quasi astemia – confessa – e mi piace far bere bene i miei clienti, senza eccessi. Una barlady deve saper interpretare i gusti di chi siede dall’altra parte del banco, soddisfare le richieste e indicare, sempre nel rispetto di chi ha davanti, strade nuove”.

LH2o è un locale tutto da gustare
LH2o è un locale tutto da gustare

L’approdo alla professione è all’Antico Caffe 1855 di Cagliari, uno dei bar storici d’Italia, sotto il Bastione di Saint Remy, ai piedi del quartiere medioevale di Castello. Dieci anni in un tempio del gusto e del buon bere, in un’atmosfera elegante e internazionale, fino alla decisione di tentare l’avventura da sola. Nel 2010, Marianna rileva un vecchio bar di rione, due tavolini, una fila di amari sugli scaffali, birra e qualche bibita. Lo trasforma in un sofisticato lounge bar, l’H2O. “Ho scelto un nome semplice, facile da ricordare – spiega – trasparente , come mi sento io. Un posto accogliente, dove offrire ostriche e bollicine, gustare vini e prodotti sardi e, in omaggio alla comunità siciliana del quartiere, dolci tipici dell’altra grande isola sorella del Mediterraneo”. Capita però, non di rado, che le eleganti degustazioni lascino spazio a inaspettati pranzi a km zero. Dei fuori programma che trasformano, per una pausa pranzo, un lounge bar in un mini ristorante della tradizione agropastorale.

Marianna Angius e i suoi cocktail
Marianna Angius e i suoi cocktail

L’H2O ottiene da subito un grande successo per la qualità e la varietà delle proposte e, presto, i cocktail nati nel locale si fanno conoscere e apprezzare nei concorsi regionali e nazionali e fanno incetta di riconoscimenti: un primo posto assoluto per il pre dinner “Dimmidì” alla serata di gala, organizzata dal Conservatorio di musica di Sassari, in onore di Renzo Arbore, un secondo posto con il cocktail Green Eyes al concorso Flamba lo Shacker di Palermo, e una menzione per “Mirmidon jazz”, drink dedicato al Chieti Calcio.

Marianna Angius
Marianna Angius

Nei cocktail di Marianna Angius ci sono i sapori, i profumi e i colori della Sardegna, l’aroma dei fiori di sambuco , dell’orzata con le mandorle sarde, lo zafferano e la dolcezza delle marmellate di ciliegie e di fichi d’india con, a volte, il tocco esotico del midori per riprodurre l’azzurro cristallino del mare di Gallura. Una grande passione per gli sport, dal nuoto, alla pallavolo, al jogging, tra i quali inserisce, divertita, anche il ballo sardo; quando parla di sé Marianna Angius racconta di una donna testarda, sempre in cerca di nuove esperienze, gelosa dei suoi affetti e del suo lavoro, aperta alle altre persone “perché devono aiutarti a crescere e a migliorare”.

Una voglia di novità che guarda oltre l’H2O: “I progetti per il futuro – dice con determinazione – sono, per prima cosa, continuare con l’Aibes, imparare sempre nuove tecniche e diventare più brava, poi vorrei provare l’esperienza di un grande hotel internazionale, sperimentare in un ambiente nuovo per me e di grande stimolo”. Intanto, tra un drink e una degustazione di grappe e filu e ferru, e grazie al suo caro amico Patrizio Loi, Marianna ha pensato di associare l’idea del Krav Magà, arte marziale praticata dalle forze speciali israeliane, al bar, per le donne barlady: “Le donne che fanno questo mestiere , tornano spesso a casa alle tre del mattino, da sole. E’ necessario che sappiano difendersi” – assicura con un sorriso che fa una piega più decisa, come un cocktail Martini, forte e secco.

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