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Non chiamateli bar… ma bar-zar!

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Immaginate di entrare in un bar, magari per consumare una bella colazione e degustare un buon caffè,
vi accomodate al bancone e, gentilmente fate la vostra ordinazione, che il barista appoggia davanti a voi, proprio sopra il bancone.

Fin qui tutto ok, non fosse altro che per quel mucchio di scatole piene di caramelle, gomme da masticare ed altri prodotti chimici che finisce per togliervi gran parte dello spazio e minacciarvi con la peggiore delle ipotesi, che puntualmente si avvera: stretti tra il cliente successivo e i gommosi prodotti chimici, urtate inavvertitamente la scatola (che chiaramente il barista ha dimenticato di pulire, o non l’ha volutamente fatto), da cui si libera una nuvola di polvere che vi arriva agli occhi, alle narici e dritta dritta nel caffè (o nel cornetto) che state comodamente consumando.

Innanzitutto va detto che il bar nasce come luogo adibito alla sosta e relax del cliente che per giustificare la sua permanenza in questo spazio accogliente consuma delle prelibatezze di vario genere proposte dal barista.

Oggi, con il calo delle capacità professionali, della voglia e dell’impegno, scompare il bar costruito per il cliente e appare il bazar, anzi potremmo dargli proprio il nome “BARZAR”, ovvero il luogo ove puoi acquistare di tutto dalle pile ai portachiavi passando per i chewingum per arrivare a piccoli peluches: il bar diventa così un mini market!

Per poter prendere un caffè dopo aver scoperto il barista nascosto dagli infiniti espositori di chewingum e caramelle bisogna trovare un cantuccio nell’ormai residuo metro lineare di banco, quando non è appiccicoso di zucchero.

I più romantici, o i più professionali, direbbero prima di tutto che la banalità, la pessima qualità e la totale ineleganza dei cartonati sopra il bancone di un bar rappresentano un segno di non altissimo livello del locale in cui vi trovate.

Diffidate, quindi, dai bar che vedono il bancone come luogo puramente commerciale: il banco è l’anima e l’essenza del locale, primo luogo di accoglienza dell’ambiente.

Deve essere libero, facilmente accessibile e, soprattutto pulito. Il barista che toglie spazio al cliente per esporre caramelle, ha solamente a cuore l’aspetto economico e dimentica la soddisfazione del cliente e la qualità.

Le due cose, invece, devono sempre andare di pari passo, perché una è sinonimo dell’altra. Detto questo, ricordiamo ai baristi e ai gestori che se si sceglie di proporre un oggetto nel bar, questo va curato, inserito nell’ambiente, pulito e disposto in modo da non togliere spazio all’avventore, che è la vera anima di ogni locale.

Il vostro, cari baristi, potrà essere il caffè più buono del mondo, ma varrà nulla se non sapete servirlo nel modo giusto e col giusto spazio per farlo godere ai vostri clienti.

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