Aprire un bar

Aprire un bar

Mentre da un lato dunque viene proclamata la libertà di operare nel campo economico, dall'altro si puntualizza che tali attività possano essere organicamente "indirizzate e coordinate a fini sociali" dalle competenti autorità.

In che modo il cittadino deve muoversi per ottenere un'autorizzazione di tipo commerciale diretta ad intraprendere un'attività nel campo della ristorazione o del bar?

Innanzitutto deve presentare domanda in competente bollo al Sindaco del Comune ove intende aprire ed iniziare tale tipo di attività, specificandone il genere, la località ed il suo indirizzo e se la licenza deve essere intesta a persona fisica o a società (comunque è opportuno rivolgersi sempre preventivamente all'ufficio licenze ed attività del comune).

La documentazione da produrre è la seguente:

- certificato di iscrizione al Rec (Registro esercenti commercio) per la voce "Somministrazione al pubblico di alimenti e bevande", rilasciato dalla Camera di Commercio competente per territorio, intestato alla persona fisica o alla società.

Per l'iscrizione al Rec è necessario avere i seguenti requisiti:

- Maggiore età;

- Assolvimento degli obblighi scolastici;

- Aver frequentato con esito positivo corsi professionali istituiti o riconosciuti dalla regione (o dalle province autonome di Trento e Bolzano) aventi ad oggetto l'attività di somministrazione di alimenti e bevande;

- Aver frequentato corsi di una scuola alberghiera o di altra scuola a specifico indirizzo professionale;

- Aver superato, presso la Camera di Commercio, un esame di idoneità all'esercizio della somministrazione di alimenti e bevande (sono ammessi all'esame coloro che sono in possesso di un titolo di studio universitario o di istruzione secondaria superiore, nonché coloro che hanno prestato servizio per almeno due anni negli ultimi cinque presso imprese di pubblico esercizio, in qualità di dipendenti qualificati addetti alla somministrazione, produzione o all'amministrazione o, se trattasi di coniuge, parente o affine entro il terzo grado dell'imprenditore, in qualità di coadiutore);

- non essere stati dichiarati falliti;

- non aver riportato condanna per i reati specificamente indicati dall'articolo 2 della legge 287/91;

- planimetria del locale in scala 1:100 firmata da professionista, con specificata la destinazione d'uso dei singoli locali;

- stato di famiglia e certificato di residenza in carta libera del soggetto richiedente o del legale rappresentante (se trattasi di società) di data non superiore a 90 giorni;

- atto costitutivo e statuto (se trattasi di società) in copia autentica notarile;

- certificato di iscrizione della società in tribunale (registro società commerciali) di data non superiore a 90 giorni;

- certificato d'iscrizione della società al registro ditte della locale Camera di commercio, in autentica;

- fotocopia del codice fiscale (se persona fisica) o della partita Iva (se società)

- contratto di locazione registrato, oppure atto dimostrante la disponibilità del locale (compromesso o altra lettera della proprietà in cui si dichiara che il locale in questione verrà dato in locazione per l'uso richiesto);

- permesso di soggiorno in corso di validità (se il richiedente non è cittadino italiano);

- inoltre prima di iniziare l'attività il soggetto interessato dovrà rivolgersi all'ufficio igiene del comune per superare l'esame di idonetà sanitaria;

- contattare l'Usl per i parametri igienico -sanitari da rispettare e per l'abbattimento delle barriere architettoniche;

- aprire posizione assicurativa contro gli infortuni sul lavoro presso l'ufficio di zona dell'Inail;

- dovrà iscrivere la ditta presso L'imps (per la riscossione dei contributi relativi alle assicurazioni malattie e pensione del titolare e dei dipendenti);

- fare denuncia presso la Siae se nel locale esiste impianti di filodiffusione o simili;

- aprire la Partita Iva presso l'ufficio competente per territorio del ministero delle Finanze;

- ottenere dal Sindaco del Comune autorizzazione ad installare l'insegna all'esterno del locale o all'ufficio comunale competente;

- il permesso di occupazione suolo pubblico per posizionare all'esterno del locale tavolini, sedie, ombrelloni e quant'altro.

 

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