Classici

Hemingway e Mojito quando l'arte frequentava il bar!

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Il Mojito è un grande drink, nasce a Cuba e lì è re, insieme al Daiquiri, che di fama ne ha molta di più.

Infatti Hemingway, noto anche come grande bevitore, se non beveva un Martini era perché stava bevendo un Daiquiri e non ha mai mancato un’occasione per citarlo nelle sue opere.

Quando poi era a Cuba pare che si nutrisse solo di quello, al punto che in uno dei più famosi bar dell’Avana esiste ancora oggi uno sgabello recintato da un cordone riservato al suo spirito.

Il Mojito invece non ha mai goduto di tale fama ma non per questo è meno importante. Non ha raggiunto i quattro angoli del mondo, è rimasto a casa a farsi preferire dai cubani: da recenti notizie sembra sia il drink più richiesto dai locali anche italiani.

Si può avere in due versioni ma certamente ne esistono altre. Anche se può essere paragonato a un “mini” Julep, il Mojito appartiene alla grande famiglia dei drink delle isole del sole, dove i rum, frutti tropicali, spezie e profumi si fondono con toni così variabili dando luogo ad infinite possibilità di accostamenti.

Il sapore è molto invitante e la presenza del ghiaccio tritato, insieme all’aroma della menta, lo rendono molto scorrevole e così facile al bis; pertanto è più indicato per i fine settimana lontano dagli impegni di lavoro, nei tardi pomeriggi o nelle ultime serate estive.

Prepararlo è abbastanza facile, non occorrono né shaker né mixing-glass, solo ghiaccio tritato o frantumato. Nell’evoluzione del tempo il Mojito, oggi divenuto un classico, si prepara e si serve così ed è molto richiesto e abitualmente bevuto a tutte le ore, anche quelle dell’aperitivo, d’estate come d’inverno.

Era uno dei drink preferiti da Ernest Hemingway, che lo beveva solitamente alla “Bodeguida del Medio” all’Havana, un piccolo caffè-ristorante in stile coloniale in Calle Emperado, che si trova ancora oggi nel cuore della città. E’ meta dei tanti turisti che visitano e ammirano le foto, appese alle pareti del bar, dei personaggi che nel tempo l’hanno frequentato.

Peppino Manzi

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