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Claudia Carrozzi: i miei cocktail al sapore di Londra – 2° parte

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Claudia Carrozzi è una bartender di primissimo livello che ormai da qualche tempo lavora a Londra. L’abbiamo intervistata cercando di carpire alcuni suoi segreti, le sue prime esperienze e il sapore dei suoi cocktail.

Una delle creazioni di Claudia Carrozzi

Una delle creazioni di Claudia Carrozzi

Claudia, hai deciso di lavorare a Londra, perché? E che cosa ti sta insegnando questa esperienza?
Londra è una tappa obbligatoria per gli amanti del bar. E’ una delle capitali del cocktail più importante al mondo insieme a New York! In Inghilterra le compagnie investono nei suoi dipendenti e contribuiscono alla loro crescita professionale: ho lavorato 5 anni ad Oxford, dove mi sono abituata allo stile di vita (e metodi di lavoro) inglese ed ho imparato la lingua, una specie di assestamento che mi ha preparato per il grande passo: trovare la sicurezza con la conoscenza basilare necessaria per diventare una London Bartender. Durante il mio primo anno a Londra ho lavorato al Primo Bar (Westminster Bridge Hotel 4 Red Stars), le mansioni che coprivo erano Bar Supervisor e departimental coach, era un albergo da poco aperto, tutte le procedure dovevano essere create ed adattate a favore della crescita del business; ho avuto l’onore di essere stata selezionata per la collaborazione in questo grande progetto, con obbiettivo la crescita professionale interna dei dipendenti, ho ricevuto l’adeguato insegnamento per poter scrivere il manuale SOP (Standard of Procedures) strutturando tutto il training iniziale per lo staff del bar, organizzando trainings sessions e i vari aggiornamenti. Londra mi ha dato l’opportunità di lavorare per tre anni nella commissione dell’UKBG prima come Ambassador e poi come News Editor, ho creato l’UKBG News letter, ho ricercato e pubblicato le sue origini, ho scritto review e articoli per eventi e prodotti e questo ha aperto molte porte sia a me che all’associazione fino ad arrivare ad essere presente in quel periodo nella famosa Difford’s Guide; ho organizzato con il London Team le varie masterclasses e gare, nazionali e non, dandomi la possibilità di avvicinarmi e conoscere ancora meglio il London Bartending e i suoi bartenders.
A Londra, se lavori bene e ami stare in compagnia è molto semplice creare dei contatti e amicizie che aiutano sia nella crescita professionale che personale; in questa grande metropoli ho la libertà di esercitare la mia professione come consulente libero professionista. A Londra non è mai tardi per realizzare i sogni, infatti dopo 10 anni di carriera alberghiera sono tornata a scuola e sono diventata educatrice WSET (Wine and Spirits Education Trust), creandomi l’opportunità di insegnare scienze della distillazione a livello globale, mi sono associata con Shaker Bar School e ho fondato Mixology & Beyond, imparando così diverse tipologie di insegnamento e ho ottenuto la possibilità e la libertà di insegnare tutto ciò che ho imparato e di aggiornarmi costantemente con tutto ciò che ci offre l’industria. Come ho accennato Londra è la capitale dei cocktails qui puoi vivere l’Extreme bartending, le varie tipologie di bar si distinguono molto in base ai loro stili e i loro drink, molti Brands fanno a gara per fare network events, gare e masterclasses per promuovere i loro prodotti, e ad ogni evento noi bartender impariamo molto a livello di metodi di produzione, stili e di note degustative. Ho imparato che il bartending è un pò come una grande famiglia, Londra è grande ma, gira gira, bar&bartenders si conoscono un po’ tutti! Qui ci sono le possibilità di lavorare ad eventi e bar importanti, e anche questo insegna molto, ho lavorato in eventi nei Royal Historical Buildings in Westminister, a Silverstone dove lavoravo in uno dei VIP Bar ed ho visto la gara F1 da una delle migliori postazioni, sono stata Bartender freelance per due anni (ed ogni tanto ancora mi vado a divertire dietro i loro bars) al Diageo Head Quarter “The Alchemy Bar” includendo l’apertura di Diageo Golden Sqare Bar, Cherstertons Polo in the Park e Royal Henley Regatta al Mahiki Bar e molti altri. Ho visto cose che credevo accadessero solo nei film, è un mondo che non finisce mai di evolversi e noi non finiamo mai di imparare. Londra è il posto della creatività e qui un bartender ne ha veramente tante di opzioni per esprimere la sua arte.

Claudia ora è bartender a Londra

Claudia ora è bartender a Londra

Parlaci un po’ della miscelazione a Londra…differenze con l’Italia, stili, tendenze…
A Londra scegli il bar in base all’esperienza che cerchi, ogni bar è unico a sé, dal bar di albergo con un servizio di super classe in bicchieri di cristallo e decorazioni molto eleganti, allo speak easy, dove tutta l’esperienza dall’entrata all’uscita è in un mondo surreale con drink serviti in una scarpa o dentro un box magico, al bar dove il bartending si sposa con la scienza molecolare e la cucina, party bars dove anche i bartenders ballano sul banco, bar di ritrovo per bartenders dopo lavoro, insomma veramente di tutto, e la cosa più bella è che ogni cocktail bar ha i suoi “signature drinks”, i classici a Londra non esistono nel menù! Nella maggior parte dei casi il menù è creato dai bartenders, qui la creatività non ha veramente limiti e l’enorme quantità di prodotti che ci sono nel mercato londinese crea l’opportunità per dare sfogo all’ispirazione e creatività. In Italia siamo imbattibili per il classico aperitivo italiano, qui è molto apprezzato ma non ancora troppo popolare, o comunque spesso costoso. E’ molto che non vivo in Italia, ma in ogni città in cui ho viaggiato ho sempre avuto modo di costatare che molti bar sapevano fare un Negroni buono o almeno decente, qui a Londra devi mirare a cocktail bar se vuoi un buon drink, altrimenti la tappa normale è il pub, ma se vuoi delle noccioline le devi comprare a parte per completare l’aperitivo! A parte questo, devo ammettere che tutto quello che è nuovo in Europa, qui a Londra è già storia… come ho già accennato, i brands fanno a gara per promuovere i loro prodotti e a noi bartenders non fanno altro che allargarci il bagaglio culturale. In questa grande metropoli ci sono pop-up bar che spuntano ad ogni angolo della città, ogni giorno c’è un evento diverso, abbiamo “Cocktails in the City”, dove è una gara fra bar a chi crea il migliore cocktail, abbiamo “Imbibe”, una delle fiere di bartending più grandi d’Europa, la “London Cocktail Week” dove per una settimana in tutta Londra ci sono gare, eventi, promozioni, masterclasses ad ogni angolo della città, puoi trovare bartenders che miscelano anche dentro i negozi di vestiti o di barbieri; dipende da quale è il tema che hanno scelto per la promozione dei loro sponsor. “50 World Best Bars Awards”, e potrei continuare con una lista infinita! Bar e bartender creano una magia che è difficile descrivere.

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