Didattica

Barman: protagonista di una professione (1° parte)

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Chi si accosta a questo tipo di lavoro, inteso come ragione di vita e successo, deve assimilare con elaborazione personale tutto quanto proposto ed insegnato.

In questo senso hanno valore le Scuole dell’ospitalità e i corsi didattici istituiti da associazioni di categoria, e tanti altri corsi proposti da grandi ed esperti professionisti del settore.

Lo spirito di questa didattica, nel nostro tempo, può essere appreso anche attraverso il computer e l’informatica. Attualmente, si ricerca un Barman che capisca la continua evoluzione del tempo e che riesca a cogliere, nei personaggi che gli si presentano, quell’attimo di relax che diventa un momento importante, quasi un successo personale nella giornata. L’apprendimento di questa professione richiede serietà, molta passione e buon stile di vita. La conoscenza specifica di tutti gli ingredienti necessari per una bevanda, sia essa già imbottigliata e solo da servire o da miscelare, oggi non è più sufficiente perchè occorre lavorare con conoscenze avanzate e sofisticate, unite a passione, a cultura e fantasia.

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La professione del barman è prima di tutto passione ed apprendimento

Quando una persona pensa al bar come luogo di lavoro o come attività in proprio, o quando un giovane si accosta ad un banco-bar a scuola per la prima volta, non può pensare che questo sia un mestiere facile, che ci si specializzi facendo ciò che alcuni bartender si permettono di fare dopo decenni d’esperienza per il mondo: il bar freestyle, il bar mixologist, il bar molecular ecc…. Deve pensare che la nostra capacità di essere tali è prima irta di sacrifici ed esperienze che vengono dal basso, che il nostro mestiere ha necessità di buone fondamenta per salire e far sì che si diventi personaggi.

Inoltre, non va dimenticato che il barista e il barman eseguono un lavoro nell’ospitalità che deve regalare relax e benessere, ma che per fare ciò usa dei prodotti che se non gestiti bene possono essere dannosi, specie attualmente per i giovani clienti. Pertanto utilizzare alcol non può apparire come un gioco, e noi mestieranti abbiamo il dovere morale e legale di controllarne il consumo anche facendone una mescita controllata, responsabile e seria.

Continua…

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