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A Marco Mascardi

Marco-Mascardi (1)
Aspettavo questa triste notizia, “la ruota gira per tutti” la sua ha girato, ma Marco lascia tanti bei ricordi ai tanti barman che da giovani hanno fatto un’adeguata carriera per diventare veri BARMAN.

In una sola pagina sul nostro giornale “Il Barman” sapeva esaltare l’impegno di ogni giovane barman che si accostava con impegno a questo piacevole ed impegnativo mestiere.
Durante i nostri meeting ai concorsi nazionali aveva istituito “Il processo al cocktail, raccoglieva una dozzina di professionisti del bar: anziani esperti e giovani meno esperti, e con pacatezza e la sua signorilità di porsi, ci faceva passare una ricca mattinata a giudicare il cocktail, una delle basi importanti del nostro mestiere.

Se ne usciva soddisfati di aver ricevuto notizie professionali, ma io ero affascinato dai suoi gentili, fermi, signorili modi di porsi a noi tutti, dava più importanza ai giovani, senza farlo notare troppo, che ai colleghi esperti.
A qualsiasi giovane che non ha avuto la fortuna di vivere la sua gioventù con un Padre vicino, cerca sempre, fra gli uomini che incontra nella vita, la persona che gli ispiri per imitarla la giusta personalità.

A me Marco ha insegnato tanto: la sua gentile disponibilità, la sua ricchezza e signorilità di modi, la conoscenza dei drink e come li sapeva richiedere e gustare davanti al banco, a Lui piaceva appoggiare il gomito sul banco più che berli al tavolino, era uno di quei signori clienti che ancor oggi molti colleghi vorebbero avere.

Per questi apprezzamenti che gli riservavo gli chiesi di dedicarmi la prefazione al Mio “Manuale del Barman” nel 1980; in seguito gli chiesi se voleva essere il personaggio che rappresentava il mio impegnativo lavoro dedicato al Bar in WHS il “Bar Story”. E in quell’occasione vissi delle bellissime giornate di lavoro con i miei colleghi Barman nei Bar di tutt’Italia seguito da Marco Mascardi e la sua Gentile Signora.

Erano giorni di duro lavoro, ma trascorsi con letizia in compagnia di due persone indimenticabili anche sotto l’aspetto umano, era una coppia felice di vivere insieme.

Riposate in pace amici che io, unito a mia moglie Luisa, vi ricorderemo sempre. Grazie di ciò che mi avete lasciato.

Peppino Manzi

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